Nel 1989 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, il principale strumento internazionale per la promozione dei diritti dei bambini, che nei primi 41 articoli tutela i diritti fondamentali e con l’articolo 32 affronta il tema del lavoro minorile, stabilendo che ‘‘gli Stati parti riconoscono il diritto del fanciullo di essere protetto contro lo sfruttamento economico e di non essere costretto ad alcun lavoro che comporti rischi o sia suscettibile di porre a repentaglio la sua educazione o di nuocere alla sua salute o al suo sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale o sociale’’.
Nonostante la Convenzione sia stata ratificata da tutti i paesi del mondo, eccetto gli Stati Uniti, molti bambini sono ancora vittime di abusi e il lavoro minorile rimane una pratica diffusa.
Iqbal Masih è il triste simbolo della lotta contro lo sfruttamento dei minori. Nato nel 1983 nella provincia pakistana del Punjab, a quattro anni inizia a lavorare in una fornace e a cinque suo padre lo vende a un venditore di tappeti.l
Iqbal è costretto a lavorare ogni giorno per 12 ore, finché nel 1992, partecipando di nascosto ad una manifestazione contro il lavoro minorile, riesce a scappare dal suo oppressore.
Trova ospitalità nell’ostello del Bonded Labour Liberation Front (BLLF) e dal 1993 inizia a viaggiare per partecipare a conferenze internazionali.
Con il suo impegno riuscirà a sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi dei diritti negati ai bambini lavoratori, sulla schiavitù mondiale e sui diritti internazionali dell’infanzia; così le autorità pakistane si vedranno costrette a prendere provvedimenti (quali la chiusura di decine di fabbriche di tappeti) che salveranno migliaia di bambini dalla schiavitù.
La storia di Iqbal termina tristemente il 16 aprile 1995 con una raffica di proiettili alla schiena.
Il BLLF accuserà la “mafia dei tappeti” dell’accaduto, ma non vi sono evidenze certe e permangono molti dubbi sull’omicidio.
Le stime recenti sul lavoro minorile stilate da Unicef e dall’ILO indicano che nel mondo quasi 140 milioni di bambini e adolescenti sono costretti a lavorare e 54 milioni di essi vengono sfruttati per lavori rischiosi per la loro salute, la loro sicurezza e la loro crescita: l‘originario obiettivo di eliminare il lavoro minorile entro il 2025 è dunque andato in fumo.
Ciò che ereditiamo da Iqbal è l’eterna lotta di Davide contro Golia. In uno dei suoi ultimi incontri pubblici, riferendosi al suo vecchio padrone, disse “è lui che deve aver paura di me, di noi, della nostra ribellione“.

